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CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA Roma, 25 novembre 2011
LA POLITICA "DEL FANGO"
Già una volta eravamo stati costretti a
rispondere e speravamo davvero di non doverlo fare più. Sono sempre gli stessi soggetti che hanno improntato campagne elettorali con promesse inattuabili di abolizioni di norme, con strumentali ricorsi all'Autorità giudiziaria, con eclatanti proclami propalati da improponibili pulpiti privi di pubblico. Avremmo molto da replicare a questi "signori" - sia sulle menzogne che scrivono, sia su quello che pensano di loro i Colleghi - ma abbiamo deciso di non cadere in sterili ed inutili polemiche perchè sentiamo forte l'alto senso di responsabilità istituzionale di un Consiglio che vive, lavora e produce con totale dedizione ed impegno da parte dei suoi componenti, quelli che vogliono parlare con i fatti e non con le diatribe di basso profilo. Stigmatizziamo, solamente, il degradarsi di quanto avviene intorno a noi, a causa di siffatte condotte dove la delazione e l'offesa costituiscono, per taluni, lo scopo precipuo che mira ad infettare irrimediabilmente l'Istituzione. L'insulto gratuito, l'odiosa condotta dell’oscuro montare del virulento attacco fine a se stesso, non deve essere raccolto: se ciò avvenisse sarebbe motivo di debolezza e di inesorabile perdita dell'autorevolezza di un Consiglio, che deve essere sempre un riferimento sicuro per i Colleghi che hanno bisogno di difesa e tutela. Replicheremo, ancora una volta, soltanto con il lavoro, l'impegno e soprattutto con la forza della lealtà e della solidarietà di migliaia di Colleghi che apprezzano l'opera silenziosa ma proficua del Consiglio (tale dote è ovviamente ignota a coloro i quali ritengono che gettando fango, dietro la nebbia dell’offesa, possano ottenere il consenso dell'Avvocatura romana). I Colleghi giudicheranno. |
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