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La proposta di un Avvocato candidato per tutti gli Avvocati:un programma rinnovato per un Consiglio efficiente e adeguato alle esigenze professionali della categoria a cura di Paolo Nesta

Contribuire alla realizzazione della “Giustizia” è l’obiettivo più importante per chi svolge la professione di Avvocato, chiamato a difendere e a tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini.

Se tale obiettivo rimane pur sempre importante e primario, è necessario, però, nel contesto storico che stiamo vivendo, che si rafforzi la nostra azione volta a contrastare fermamente i processi in corso, propedeutici all’estinzione o, nella migliore della ipotesi, all’annientamento culturale e professionale degli Avvocati.

Questa deve essere oggi la nostra priorità, in un periodo caratterizzato da scenari di grave crisi economica che colpisce il comparto Giustizia, in tutte le sue componenti, e tra esse, in modo violento, l’Avvocatura.

La difficoltà di ottenere giustizia a costi giusti e in tempi ragionevoli, il nuovo quadro delle dinamiche evolutive della professione caratterizzate dalle prospettate disposizioni normative ( liberalizzazione selvaggia, tariffe, società professionali ecc.) stanno provocando sul piano lavorativo effetti deleteri e fortemente preoccupanti, tali da mettere in serio pericolo la vita o la sopravvivenza di molti studi legali.

Le preoccupazioni e le richieste della nostra categoria, forse anche perché non rappresentate in modo unitario e quindi efficace, non sono state tenute in alcuna considerazione nel provvedimento legislativo ( Legge  di Stabilità ) di recente approvato e, pertanto, dovranno essere riproposte e sostenute fortemente nelle sedi istituzionali più idonee, prima che ne venga decisa la definitiva operatività, al fine, quantomeno, di attenuare gli effetti della crisi che ci sta investendo e che è destinata sempre più ad accentuarsi.

Questo è il compito primario che il COA attuale e soprattutto il nuovo dovranno assumersi per la sopravvivenza della nostra attività professionale, nella consapevolezza che non è più il tempo delle parole e delle sterili polemiche, dovendosi semmai, lasciare tale prerogativa esclusivamente agli  improvvidi che appaiono indulgere in tali debolezze.

Oltre i compiti istituzionali vi sono alcuni profili , che possiamo definire di “ politica forense”, dai quali non si può prescindere e che devono essere tenuti ben presenti e indirizzare il futuro Consiglio.

A nostro avviso essi sono:

      1) il più ampio coinvolgimento degli iscritti al COA nelle decisioni concernenti il futuro professionale  della categoria, per dare, il più possibile , impulso politico alla nostra istituzione.

2) individuare le modalità più opportune per garantire un efficace funzionamento degli uffici giudiziari, al fine di consentire agli Avvocati di svolgere dignitosamente la loro attività.

 3) curare la qualità della formazione permanente degli Avvocati, collegata alla necessità di adeguata conoscenza delle regole deontologiche, che l’elevato impegno professionale impone di rispettare.

 Dopo questa doverosa premessa, passiamo dalla teoria alla pratica e alla formulazione di proposte concrete e non già di promesse, che quasi sempre sono, poi, disattese.

 Con riferimento al punto 1)

 Nell’intento di rafforzare le iniziative politiche del COA e di contribuire al miglior espletamento dell’attività  istituzionale, assumere l’impegno di avvalersi del contributo dei primi 25 candidati non eletti nel nuovo COA, nel ruolo che gli stessi ricopriranno di rappresentanti esterni e di portatori delle richieste ed istanze dei Colleghi del foro di Roma, con l’obiettivo di assicurare il più efficace collegamento con la base degli iscritti.

Per dare trasparenza e per favorire la partecipazione, ciascuno dei candidati sarà in collegamento diretto, oltre che con gli organi istituzionali, anche con i responsabili delle singole commissioni consiliari, secondo criteri di gradimento degli interessati e sulla base della posizione conseguita alle elezioni e avuto riguardo alla specifica competenza professionale.

In questo modo, si eviterà di fidelizzare strumentalmente i Colleghi, spingendoli a cercare consensi in contesti privati e, dunque, scarsamente rappresentativi, ma si valorizzeranno , invece, le personalità che, nell’ambito dell’agone elettorale, hanno ricevuto, pur non essendo state elette, un vero consenso con voti liberamente e democraticamente espressi e che, conseguentemente, ben sapranno rappresentare le esigenze degli Avvocati mediante un contatto continuo e certamente proficuo con il Consiglio.

 Con riferimento al punto 2:

 Valorizzare il ruolo della professione nel sistema dei servizi e della libera professione, incentivando e sostenendo occasioni di incontro fra tutti gli organismi dell’Avvocatura romana, ivi compresi quelli rappresentativi della magistratura romana e delle forze sociali locali.

A tal fine sarebbe opportuno promuovere la costituzione di un Gruppo Operativo, composto da Avvocati, Magistrati, Rappresentanti lavoratori giudiziari come strumento utile, necessario anzi indispensabile, per il corretto funzionamento della giustizia negli Uffici Giudiziari di Roma e per garantire il regolare esercizio dell’attività professionale degli Avvocati, prevedendo riunioni periodiche e rendendo pubbliche le comuni e condivise decisioni. In tal modo sarebbe anche preclusa l’adozione di misure unilaterali, arbitrarie e penalizzanti per i cittadini e per gli Avvocati,come purtroppo recentemente accaduto negli Uffici Giudiziari romani.

 Con riferimento al punto 3:

 Proseguire nella politica già lodevolmente intrapresa dal Consiglio uscente, di promuovere processi di formazione permanente e di favorire la conoscenza per i giovani e per i meno giovani della deontologia, indispensabile per svolgere in modo degno e qualificato la nostra professione.

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 Prima di chiudere questa sincera e  speriamo chiara esposizione di opinioni e proposte per migliorare e rafforzare la nostra categoria professionale,  vorrei auspicare un’adeguata e sempre più estesa partecipazione delle donne e dei giovani all’attività del Consiglio nella convinzione  che l’apporto in termini di equilibrio delle donne nonché l’entusiasmo e l’impegno dei giovani costituiscano un valore aggiunto per un Consiglio, che voglia essere effettivamente espressione dell’Avvocatura romana in tutte le sue componenti.

Siamo convinti che la nostra forza è quella di credere nelle nostre idee e nel confrontarci criticamente con le nostre certezze. Questo ci ha permesso , ci permette e ci consentirà in futuro di essere liberi di condividere le decisioni con tutti i Colleghi in piena democrazia senza scendere a compromessi  lesivi per la categoria.

 Come è evidente, le nostre proposte che costituiscono un contributo al programma della lista INSIEME non sono e non vogliono essere un elenco di promesse o iniziative che accontentano molti a parole e disilludono tutti nei fatti, ma  si caratterizzano  perché puntano  a realizzare pochi  e ben definiti obiettivi.

Oggi c’è la necessità di fare bene e subito le cose necessarie, fondamentali, utili veramente alla categoria. Noi abbiamo cercato con sforzo di sintesi di individuarle.

 Cari Colleghi votate e date la fiducia a tutti i componenti della lista INSIEME, che ha già dato prova di coesione, impegno ed efficienza, per un Consiglio dell’Ordine credibile e in grado di dare risposte concrete alle esigenze, non più rinviabili, della nostra professione.                                  

 Un caro saluto 

Paolo Nesta

 

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