insiemelogo.jpg (8795 byte)con il Presidente


Conte

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Cesali

Marvasi

Venceslai
 

E’ finito un biennio di grande lavoro di Rodolfo Murra

Giovedi 19 gennaio è stata l’ultima Adunanza consiliare di questo biennio. Il Presidente ha ringraziato tutti i Consiglieri presenti (ne mancava uno, il solito), per il grande apporto da costoro dato alle iniziative consiliari.

Ha ringraziato anche Cassiani (i giovani non lo sanno, ma Alessandro Cassiani è stato Presidente dell’Ordine per sei lunghissimi anni). Quello di Antonio Conte è stato un atto da gentiluomo perché non tutti, al suo posto, lo avrebbero fatto. Cassiani, sistematicamente muto per questi ultimi due anni nelle Adunanze consiliari, ha ritrovato una certa vigorìa da due mesi a questa parte attraverso articoli e mail nei quali accusa il Consiglio (lo stesso del quale ha fatto parte e nel quale è rimasto sempre silente) di immobilismo, arrivando a dire che la mobilitazione del 26 gennaio sarebbe inutile! I vecchi avvocati conoscono Alessandro Cassiani e conoscono bene quanto torpore ha contraddistinto la sua Presidenza consiliare, e sanno pure che in ogni consesso istituzionale l’Ordine di Roma era sistematicamente assente (l’Unione distrettuale del Lazio ci aveva finanche cancellato a causa delle reiterate diserzioni del Presidente!).

Ma Conte ha ringraziato anche Vaglio, che continua a fare il martire in Consiglio (occhio Rodolfo: solo per questo termine già Vaglio Ti ha fatto un esposto all’Ordine di Perugia, chè lui ha imparato bene da un suo vecchio maestro questo modo di fare politica forense: ndr) mentre lo attacca perennemente fuori.

Ha finanche, Conte, ringraziato Di Tosto, il quale ha utilizzato assai bene la sua carica di Consigliere dell’Ordine per curare con molta attenzione i propri interessi personali facendosi nominare in un importante Consiglio di amministrazione (notizia probabilmente non nota neppure ai suoi fraterni amici, che ignorano la significativa investitura, non sfuggita invece, per un dedotto conflitto di interessi, alle associazioni di consumatori: cfr. http://www.federconsumatori.lazio.it/Doc.asp?DocID=95 ).

Conte non ha ringraziato, però, chi ha scritto recentemente di aver “ritrovato” tra i propri “vecchi amici”, giusto in tempo di elezioni, anche quelli che ha platealmente cacciato dalla propria casa, anche quelli che lo hanno tradito anni fa dopo il celebre discorso a Villa Miani, anche quelli che considerava puzzolenti e traditori nei suoi soporiferi e noiosi discorsi da Ruschena.

Molti Colleghi, persone per bene ed illuminate, mi domandano perché, se questa è la fauna che si getta nell’agone della competizione elettorale forense, abbia deciso di ricandidarmi per fare, per altri due anni, il Consigliere dell’Ordine.

Rispondo così.

Io appartengo all’Elenco speciale (essendo un Avvocato pubblico). Non ho quindi la mira, utilizzando la mia veste di Consigliere, di incrementare la mia clientela o di farmi nominare Amministratore di una società. Ma – grazie alla maggioranza uscente – ho ricoperto la seconda carica consiliare (quella di Segretario), evento che non era mai accaduto nel passato ad un Avvocato pubblico. E già questo vale il prezzo del biglietto.

Ma poi ho avuto il privilegio di incontrare per due volte il Santo Padre, in rappresentanza dell’Ordine di Roma, e di aver organizzato la più bella, toccante, emozionante cerimonia che gli avvocati romani abbiano visto nella loro casa: quella di festeggiamento del centenario di presenza del COA all’interno del Palazzaccio; l’occasione mi ha consentito di contribuire alla redazione di un pregiato volume che costituirà testimonianza di quel prestigioso evento, e che ricorderà alle giovani generazioni di colleghi quanto luminosa è stata la nostra Storia.

Sono, poi, orgoglioso, del fatto che per la prima volta gli Avvocati romani, guidati dal loro Ordine, hanno fatto molte attività di beneficenza. Un Presidente oramai decaduto faceva spendere molti denari del Consiglio solo per adornare la sua stanza di fiori: e noi abbiamo cambiato registro, utilizzando quelle risorse, invece, per moltissime iniziative umanitarie a beneficio di chi soffre e dei più bisognosi.

E’ proprio il caso di dirlo, in presenza di personalità oramai definitivamente tramontate: con noi non fiori, ma opere di bene.

Rodolfo Murra

 

 

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