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Lettera aperta al Consigliere Cassiani a cura di Francesco Gianzi

            Caro Alessandro, ho letto con piacere la tua lettera dove manifesti l’intento e la voglia di metterti al servizio degli avvocati romani per “risolvere i problemi che affliggono l’avvocatura”, ma devo con rammarico constatare che le tue parole confliggono ferocemente con i fatti.

Mi duole infatti rilevare preliminarmente, che forse potevi pensarci un po’ prima, considerando che da oltre venti anni, di cui sei da Presidente, siedi al banco del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, e che negli ultimi anni Roma non ha certo brillato per le iniziative condotte in favore degli avvocati né per essere riconosciuta come leader nello scenario nazionale, come invece avvenuto per l’ultimo biennio di presidenza di Antonio Conte.

            Le tue parole inoltre non possono evitare di riportarmi ad analizzare i tuoi sei anni da Presidente dell’Ordine.

Il primo biennio è stato infatti caratterizzato dal sovvertimento del risultato elettorale, infatti con il consenso dei voti della lista antagonista a quella del tuo capolista riuscisti a farti nominare Presidente dell’Ordine suscitando lo sdegno di quanti avevano appoggiato quella lista nella convinzione che non avresti mai brigato per sovvertire il risultato delle urne e certi che non avresti mai fatto mancare il tuo sostegno a quel capolista.

            Nel secondo biennio poi chiedesti aiuto ad Antonio Conte per rimanere Presidente ancora due anni, con la promessa che avresti traghettato il Consiglio verso un “patto generazionale” aprendo poi la strada ad un Presidente più giovane e più vicino alle esigenze della maggior parte degli iscritti, ma così non è stato.

Il tuo terzo biennio infatti è stato contraddistinto dalla circostanza che pur avendo espresso la tua lista solo due Consiglieri riuscisti comunque a “governare” gli avvocati per altri due anni, rappresentando tu “l’ago della bilancia” (le altre liste espressero infatti una 6 consiglieri e l’altra 7).

Non riesco quindi a capire cosa intendi quando parli di traguardi raggiunti nel corso della tua Presidenza, considerando che la tua nomina è avvenuta sempre con il sovvertimento del voto dato dalla maggioranza ovvero con il mancato rispetto degli impegni assunti con i tuoi compagni di avventura elettorale.

Mi viene da ridere poi quando parli della tua attuale squadra, ti sei forse dimenticato di quanti tra questi non esitavano a chiamarti “traditore” a causa dei tuoi repentini cambiamenti di programma e di intenti?

Ed allora, se la tua squadra condivide con te i tuoi “stessi ideali e lo stesso bisogno di dissipare le nubi che rendono incerto il nostro avvenire” devo dirti che la tua lettera non mi ha convinto e che resterò al fianco di Antonio Conte e dei miei Amici.

Nulla di personale nei tuoi confronti, ma preferisco continuare a giocare con la stessa maglia. Non so se la Nostra lista risulterà la più votata ed esprimerà la maggioranza dei Consiglieri dell’Ordine (in cuor mio me lo auguro essendo tutti colleghi che meritano il massimo rispetto), ma sono sicuro che nessuno di loro disonorerà mai la parola data.

Sono sicuro che nessuno del nostro gruppo verrà meno agli impegni assunti con gli elettori di questa tornata elettorale, nessuno di loro disonorerà la parola data, come -invece- è già capitato di subire ad altri tre consiglieri, oggi con noi, i quali -ugualmente- hanno provato l'ennesimo disgusto, provocato  da un ulteriore tentativo di sovvertimento che voleva, proprio due anni fa, ancora la tua presidenza (o, comunque, una tua carica), secondo lo stile di un ribaltone a te tanto caro

Ho scelto di lottare per un ideale e non per una “poltrona”, ho scelto la lealtà e la correttezza, ho scelto di rimanere al fianco di Antonio Conte.

 

Francesco Gianzi

 

 

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